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Italian internet day

Italian Internet DAY, il 30 aprile 1986 avviene il primo collegamento ad Internet nel nostro paese.

 Oggi si celebra l’Italian Internet Day, ovvero l’anniversario della prima connessione in rete nel nostro Paese. Da quella “prima volta” sono passati 35 anni, all‘epoca solo i visionari avrebbero immaginato l‘ incredibile uso che ne avremmo poi fatto. Il successo che ne sarebbe derivato era talmente impensabile che l‘evento non suscito alcun clamore e passò quasi inosservato tra le altre notizie. Un team di studenti del Centro nazionale universitario di Calcolo elettronico (Cnuce) di Pisa stabili la prima connessione alla rete Arpanet.

Il primo messaggio parte quindi da Pisa per arrivare alla stazione satellitare di Roaring Creek in Pennsylvania. 

Internet diventa sempre più accessibile

Subito dopo l’Università di Pisa ed altre due connessioni universitarie, la rete si preparava ad uscire dalle mura accademiche. Nel 1991 nasce il World Wide Web (“www”), servizio che ha reso internet accessibile agli utenti di tutto il mondo.

Fino a quel momento le uniche comunicazioni informatiche tra i ricercatori e le Università erano state le mail, che viaggiavano in reti informatiche chiuse, ognuna con un proprio standard di comunicazione.
Invece con il collegamento a Internet, l’Italia si collegò ad una rete telematica mondiale che comunicava con un un protocollo Tcp/Ip. La prima connessione è durata un secondo, il tempo di ricevere un ‘OK’ come risposta. Un contatto brevissimo che serviva a verificare l’effettivo funzionamento dei protocolli.

Siamo tutti collegati a internet,

come i neuroni in un cervello gigante.

stephen hawking

Tra gli scopi originari c‘era quello di facilitare la comunicazione tra i vari enti di ricerca. in quegli anni lo scambio di informazioni scientifiche era tanto difficoltoso quanto vitale. La velocità della banda era di 74 k, la velocità di un fax. Si scambiavano frasi, ma non era possibile la connessione in contemporanea di più utenti. Già nel 1989, però, siamo arrivati alla velocità di 2 mega. L‘Italia ha perso diverse posizioni riguardo l’uso di internet passando dal 4 posto al 25 nonostante gli enormi sforzi del governo, che vorrebbe rispettare l‘agenda digitale europea.

Dalle e-mail agli smartphone , il web entra nelle case

Nel 1995 un ricercatore italiano, Luca Manunza, sviluppava uno dei primi sistemi di webmail al mondo. Nel 1996 i computer connessi raggiungono i 10 milioni , cosi il termine “Internet” entra definitivamente a far parte di tutti i dizionari  italiani.

In questo stesso anno nasce Arianna, il nostro primo motore di ricerca. Nelle case delle famiglie italiane arrivano i primi modem analogici collegati attraverso le linee telefoniche. Questi sistemi non consentivano un collegamento per più di qualche ora, se non ad un prezzo salato. Agli inizi del 2000 hanno portato innovazioni come la diffusione della fibra ottica e delle reti Wi-Fi.


L‘avvento di Internet ha dato la possibilità di navigare ovunque ci troviamo. Ormai l’utilizzo della rete è parte integrante delle nostre vite. La utilizziamo per fare qualsiasi cosa, dal ricercare informazioni, al chattare con gli amici, ad ascoltare musica e guardare film, chiedere assistenza, lavorare, studiare ecc.
Siamo invasi anche dai vari dispositivi connessi intelligenti che ci aiutano a tenere sotto controllo ciò che ci interessa. In ben 35 anni l‘avvento di internet lo ha reso non solo onnipresente ma anche indispensabile per la vita comune di ognuno di noi.

L’ Italia insieme a Norvegia, Inghilterra e Germania Ovest è stata tra i primi a collegarsi ad internet.

Fino a quel momento le uniche comunicazioni informatiche tra i ricercatori e le Università erano state le mail, che viaggiavano in reti informatiche chiuse, ognuna con un proprio standard di comunicazione.
Invece con il collegamento a Internet, l’Italia si collegò ad una rete telematica mondiale che comunicava con un un protocollo Tcp/Ip. La prima connessione è durata un secondo, il tempo di ricevere un ‘OK’ come risposta. Un contatto brevissimo che serviva a verificare l’effettivo funzionamento dei protocolli.

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Scritto da Roberto Iozzo

Mi chiamo Roberto è sono un web designer, appassionato del Digitale e sempre alla ricerca di nuove strategie fuori dal comune. Amo il mio lavoro e la mia missione è aiutare le piccole e medie imprese a sviluppare progetti web efficaci, vincenti, e che portano risultati nel tempo.